ECHOES - Mostra personale - Operà Art Gallery & Events - Acireale

ECHOES

Sede espositiva: Operà – Art Gallery & Events
Indirizzo: Corso Savoia 4/6, Acireale (CT) 95024
Periodo di apertura: 18 gennaio – 1 febbraio 2026
Vernissage: domenica 18 gennaio 2026, ore 18.30 Ingresso gratuito
Organizzazione: Petit Prince srl
Presentazione critica: Salvatore Scarabelli
Testo critico in catalogo: Giuseppe Maria Andrea Marrone

Orari: Lunedì: 16:30–20
Martedì: 09:30–13, 16:30–20
Mercoledì: 09:30–13, 16:30–20
Giovedì: 09:30–13, 16:30–20
Venerdì: 09:30–13, 16:30–20
Sabato: 09:30–13, 16:30–20
Domenica: 10–13, 17:30–19:30

La mostra ECHOES di Sante Muro ad Acireale dal 18 gennaio al 1 febbraio 2026 presso la Operà – Art Gallery & Events

ACIREALE – Echoes di Sante Muro, la mostra personale di Pop art che si terrà ad Acireale, ospitata  dalla Galleria d’arte Operà e in collaborazione con Petit Prince – art galleries, vuole essere un’immersione oltre il confine-limite della realtà che dà accesso al mondo dell’ironia, un libero gioco dell’autore che irrompe nel quotidiano, Pop, con l’audacia della dissacrazione, soprattutto della storia dell’arte, ma anche delle strutture sociali contemporanee, un autentico tuffo nei colori che rispondono ad una logica non lineare dal gusto volutamente provocatorio.

La ricerca dell’artista lascia spazio all’interpretazione di una profondità che ha del gusto Pop il lascito della serialità, ma che ha la convinzione di poter decostruire alcuni assunti della realtà di oggi non agevoli alla crescita dell’essere umano come essere metafisico, un viaggio alla riscoperta ontologica del valore della persona come portatrice di un segno, l’eco, spirituale, un fenomeno acustico che diventa il simbolo della ridondanza dell’interiorità umana.

La mostra, il cui vernissage è fissato per il giorno domenica 18 gennaio 2026 alle ore 18.30 presso la sede dell’Operà in Corso Savoia 4/6 ad Acireale, sarà visitabile fino al giorno primo febbraio 2026.

Il testo che accompagna il catalogo e l’impianto critico è di Giuseppe Maria Andrea Marrone, filosofo e critico d’arte contemporanea.

Testimonials

ECHOES di Sante Muro, estetica e prassi di un riflesso
testo critico di Giuseppe Maria Andrea Marrone

Echoes, in italiano Echi, si ha quando un suono riflette contro un ostacolo, così l’eco interiore produce qualcosa che è più del suono, è la sostanza vibrante tra la sorgente della vibrazione, lo spazio dello spirito umano, e il corpo inteso come limite di superficie.
La profondità di questo procedimento sembrerebbe escludere dalla portata di inclusione semantica l’arte Pop, ma così non è.
 
La Pop art ha sì in sé il seme della ripetizione, della serialità come evento che ingloba l’oggetto di uso comune nell’arte, in questo senso potrebbe darsi che questo fatto non sia propriamente a beneficio della profondità di pensiero nell’esecuzione, ma, di nuovo, non è così.
 
Intanto, l’eco è di per sé una ridondanza, un fenomeno udibile come una ripetizione di un suono, e in ciò riflette la serialità Pop, ma ancora non ci avviciniamo all’estetica di Sante Muro che, di fatto, non è Pop in quanto ripete la realtà, ma funziona come uno specchio della società moderna contemporanea.
Sante Muro riprende la realtà come un che di masticato, come pura elaborazione, un procedimento teoretico che ha un risvolto pratico nella plasticità delle opere, una rotondità non tridimensionale all’occhio, ma allo spirito che muove dalla vista per comprendere porzioni di realtà e di società, offerte al pubblico sfruttando il canale dell’ironia.
 
Intanto, la realtà riflessa ci parla, si avverte una restituzione del gesto estetico, l’eco è in atto, agente che porta un messaggio ironico di speranza per il mondo, leggero.
 
Ogni decostruzione del mondo trova nell’ironia un metodo di indagine che potremmo assimilare al gioco, un gioco serio, con regole precise, il gioco come ciò che trascende i singoli giocatori, che li supera e li sovrasta, potremmo dire così forzando il filosofo Gadamer, che appare più come una struttura ontologica, un processo autonomo che si configura come evento e non come atto intenzionale soggettivo.
 
L’arte, come il gioco, diceva sempre Gadamer, non si può esaurire nell’autore e nel fruitore, ma esiste per sé, con una portata che genera un evento, in questo caso l’evento è un atto di comprensione della realtà, un metodo di indagine che in Sante Muro porta l’attenzione al mondo attuale e lo riflette come l’eco.
 
La portata semantica di questo gesto è che la realtà possiede un senso che è solo marginalmente imprimibile come fatto noto una volta per tutte. La realtà offre tante facce di sé quante sono le possibilità di conoscerla 
 
Tanti echi attraversano le opere di Sante Muro come voci lontane, ma presenti, come gli animali, spesso grandi felini o elefanti, rinoceronti, assieme ad esponenti della storia dell’arte, recuperati ed investiti nella cifra estetica della rappresentazione.
 
Il soggetto, così recuperato, ha una forza nuova rispetto alla stessa volontà dell’autore, Sante Muro, portando oltre la cifra estetica originaria fino all’esecuzione di un gesto artistico che permea il mondo e dal mondo prende i significati che sono depurati della convenzione sociale e offerti come simboli ironici metacognitivi sui significati della storia dell’arte e delle strutture sociali contemporanee.
 
I personaggi storici sono presenze plastiche di questo processo di significazione che porta il segno, il gesto dell’arte, a riflettere sul senso complessivo di un percorso aperto che l’arte stessa rappresenta.
 
L’ironia è solo il principio, seppur cardinale, di una rielaborazione puntuale della realtà, di un rapporto tra l’autore e il mondo e tra questo e l’arte che ha il sapore pungente del rovesciamento dei significati comuni che riflettono come eco una presenzialità del gesto artistico ad un’estetica dello spirito come proiezione umana sulla realtà oggettuale.

Giuseppe Maria Andrea Marrone - Critico d'Arte

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