NODI: un’esperienza immersiva tra pittura, scultura e musica alla Certosa di San Lorenzo
Sabato 20 settembre alle ore 19:00, nella Sala delle Derrate della Certosa di San Lorenzo a Padula, l’associazione culturale Faq-Totum presenta NODI, un progetto corale che unisce pittura, scultura, poesia e musica in un’esperienza immersiva e multisensoriale. L’iniziativa, in un’ottica di moderno mecenatismo, mira a sostenere la creatività e valorizzare spazi storici trasformandoli in luoghi di esperienza viva e partecipata.
«Con NODI – spiega Antonella Inglese, presidente dell’associazione Faq-Totum – vogliamo trasformare la Certosa di San Lorenzo in un laboratorio vivo di emozioni e creatività, dove l’arte non si limita a essere osservata ma diventa esperienza, occasione di crescita culturale e spirituale i nodi non sono ostacoli ma legami, occasioni per fermarsi e riflettere. La Certosa diventa la cassa armonica ideale per questa esperienza, capace di trasformare lo spazio in un orizzonte di incontro e rinascita».
Al centro del percorso c’è la musica di Rosario Sarno che diventa filo conduttore dell’esperienza.
Attraverso la musica e le sonorità create si esplorano le vibrazioni emotive più profonde, generando un dialogo continuo con le opere esposte e guidando il visitatore in un percorso di introspezione e riflessione sull’esistenza.
«Con Anatomia delle Emozioni il concept album creato con l’evento – afferma Rosario Sarno – ho voluto tradurre in musica ciò che le parole spesso non riescono a esprimere: la complessità dei sentimenti, la fragilità e la forza dell’umano. Ogni brano è un nodo emotivo che si intreccia con le tele, le sculture e le installazioni della mostra, creando un dialogo continuo tra suono e immagine che guida lo spettatore in un’esperienza immersiva e totale ».
Il percorso si completa con le opere di artisti provenienti da esperienze e linguaggi differenti:
- Sante Muro, pittore lucano, con le sue visioni oniriche stratificate e simboliche;
- Gianluca Cavallo, autore di opere sospese tra figurazione e metafisica, attivo tra Italia e Colombia;
- Natalia Pontón, artista colombiana definita “l’artista dell’acqua”, capace di evocare poesia e spiritualità nelle sue tele e performance;
- Leonardo Gianì, scultore che plasma la pietra e il marmo creando forme leggere e fluttuanti;
- Antonella Carucci, scultrice che unisce tradizione e contemporaneità nella lavorazione del marmo.
Insieme, pittura, scultura e musica compongono un unico intreccio sensoriale, invitando il pubblico a un’esperienza attiva e partecipata.
Testo critico in catalogo di Giuseppe Maria Andrea Marrone.
Informazioni pratiche:
- Apertura – live performance: Sabato 20 settembre 2025, ore 19:00
- Luogo: Sala delle Derrate, Certosa di San Lorenzo, Padula (SA)
- Accesso alla mostra: Sabato 20 con performance dal vivo e allestimento immersivo;
domenica 21 settembre solo visita espositiva - Organizzazione: Associazione culturale Faq-Totum
- Contatti: faqtotum2017@gmail.com
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Giuseppe Maria Andrea Marrone
Cos’è un nodo?
Un avvolgimento, un intreccio, un ostacolo?
Sono tutti modi di essere della stessa cosa, meglio, visioni diverse di orizzonti semantici.
Osserviamo un nodo, se lo intendiamo come intreccio di tessuto, questo esprime una metafora potente della relazione, del contatto, come esposizione, e della sovrapposizione, come ripiegarsi su sé stesso della fibra.
Partiamo dalla relazione. La relazione è il senso più originario dell’essere umano su questo mondo che, oggi, perde umanità perché smarrito nella ricerca dell’altro, dove l’altro non viene trovato, ma offuscato dall’interesse, dall’individualismo inumano (nel senso di non-umano) che lacera la comunità, intesa come un insieme non numerico-quantitivo, ma qualitativo. Infatti, la condizione dell’essere umano nella relazione è il riconoscimento dell’altro come parte di sé, essendo il sé parte della comunità.
Il tempo contemporaneo propone un modello di umano privo di questa relazione sana, del riconoscimento come dignità dell’altro che è degno per il fatto di essere soltanto, in quanto umano.
La disintegrazione della società impone lo scioglimento dei nodi, siano essi familiari, amicali, ecc. Qual è la forza che annoda? Cos’è che crea il nodo? L’umano se lo chiede dai tempi antichi, preclassici. È l’amore, inteso come energia che lega, ed è una risposta all’inspiegabile necessità di unirsi, dell’insieme non matematico, ma relazionale.
L’amore poggia, poi, non su una cieca urgenza, non sul desiderio, che può affievolirsi, ma sull’ontologia, l’amore, come condizione ontologica spiega l’unione delle sostanze per essenza, e sulla metafisica, l’amore è, infatti, un mezzo determinante l’elevazione verso lo spirituale, l’accesso alla divinità che tutto permea, panteisticamente, l’amore accendel’universo.
Questo è un nodo, una visione di nodo, poi, troviamo un altro significato, quello di intreccio delle fibre come sovrapposizione, così, entriamo nel vivo di quest’esperienza immersiva, è Nodi una sovrapposizione di narrazioni del mondo secondo piani percettivi diversi, dove la pittura, la scultura e la musica si incontrano per proporsi e per proporre una contaminazione tra generi espressivi che rimandano l’un l’altro a comporre un unico mosaico. Perché un mosaico sia apprezzabile, ogni tessera deve avere una continuità con la precedente, tutto appare nel senso dell’armonia, questa armonia è l’equilibrio semantico delle diverse parti.
Ancora, ogni nodo, come avvolgimento, impone una trasformazione del tessuto che si annoda su sé stesso, è ciò che era, ma trasformato, mantiene un’identità nella differenza, infatti, è qualcosa di nuovo, ma a partire da qualcosa che c’era. Io mi trasformo a partire da me stesso, come cambiamento, il nodo può essere un accadimento della vita che pone uno stravolgimento, un obbligo di cambiare rotta, una valutazione diversa di una situazione che ci porta a prendere una decisione.
Che succede se non cambiamo rotta? La navigazione si interrompe, il nodo, come materia plastica sulla fibra, non ci fa proseguire. Immaginiamo una linea retta, la percorriamo, ad un certo punto troviamo un nodo, questo diventa un ostacolo. L’ostacolo-nodo si produce quando non percorriamo il cambiamento e, invece, di andare verso il nuovo, torniamo indietro, percorriamo la linea retta al contrario.
Nodi è un concept di coscienza umana dell’umano che ragiona dell’umano come essere di relazione, come essere portato alla spiritualità-elevazione, come essere di trasformazione.
I nodi offrono il vantaggio di ricordare all’umano la sua natura, di fargli percorrere, sulla linea della vita, una direzione di interiorizzazione di un compito non finito, quello della crescita.
Ogni individuo dovrebbe percorrere la sua strada con questa consapevole prospettiva, incontrando i nodi e annodandosi, perché un nodo può ricordare un abbraccio tra i tessuti, così l’umano dovrebbe abbracciarsi accogliendo la propria consapevolezza.
Del resto, questo stesso concept espositivo ed estetico, Nodi, può sembrare anche questo, un abbraccio di percezioni diverse, di stimoli visivi, sensoriali uditivi, tattili, tutti compresi dal pubblico, un atto di comprensione che è sempre un “afferrare” qualcosa, anche una parte del proprio sé.
